Nel vortice di due rivoluzioni

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Descrizione

I rapporti storici tra il confine orientale d’Italia e la Russia, risalenti al XVIII secolo, diventano esclusivi e peculiari rispetto al resto d’Italia negli anni della Grande guerra perché i militari dell’esercito austroungarico italiani, sloveni e croati, inviati al fronte orientale, furono testimoni diretti o presero parte attiva alla rivoluzione d’ottobre.

Speranze di pace e di un mondo di uomini liberi ed uguali contribuirono ad alimentare un ricordo mitico negli anni tragici e dolorosi della seconda guerra mondiale e nel lungo e tormentato dopoguerra giuliano.

Marina Rossi, più volte docente a contratto presso la cattedra di Storia dei Paesi Slavi delle Università di Trieste e Venezia, è particolarmente nota, anche all’estero, per gli studi riguardanti il fronte orientale e le prigionie in Russia nel corso dei due conflitti mondiali. Tra i volumi più importanti, legati alle ricerche russe: I prigionieri dello zar (Mursia, Milano, 1997), Irredenti giuliani al fronte russo (Del Bianco, Udine 1999), Le Streghe della notte. Storia e testimonianze dell’aviazione femminile in URSS (1941-1945) (Unicopli, Milano 2003), Evghenij Chaldej, un grande fotografo di guerra (La Stampa, Torino, 2006), L’Armata Rossa al confine orientale (1941-1945), (LEG, Gorizia 2014).

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