I Ticozzi nella Mestre dell’Ottocento, una famiglia, una città

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Descrizione

Attraverso gli occhi e le parole di Cesare e Napoleone Ticozzi emerge la storia di Mestre nell’ottocento e il suo progressivo farsi città.
La veloce fortuna commerciale di Cesare dopo aver aperto una fabbrica di prodotti dolciari in Piazza Barche, alla testata del Canal Salso, la sua intraprendenza nel lanciare i propri prodotti ben oltre Mestre, l’avventura un po’ bohemien del fratello Teodoro, morto durante la rivoluzione del 1848-49, gli studi e gli ideali giovanili di Napoleone, la creazione della Scuola di Disegno e la sua costante, testarda, attenzione all’istruzione per tutti, compresi i contadini per migliorare i prodotti dell’agricoltura, l’introduzione della ginnastica a Mestre grazie alla presenza di Costantino Reyer, l’orizzonte di una nuova crescita urbana per Mestre rappresentata simbolicamente dall’apertura di Viale Garibaldi e l’importanza epocale di divenire nodo ferroviario dell’Italia nord-orientale.
In modo del tutto particolare poi, come un fresco fiume sotterraneo, da Cesare a Napoleone, il riferimento agli ideali libertari della rivoluzione francese, testimoniato dallo stesso nome che rimandava al Bonaparte, la vicinanza alle idee di Mazzini e della Giovane Italia, la continua condivisione degli ideali repubblicani e democratici certificata dalle vicende legate alla costruzione della colonna a ricordo della Sortita in Piazza Barche.
Quando Cesare arriva a Venezia, da Pasturo in Valsassina, nel 1818, Mestre è un paese che vive sostanzialmente del rapporto commerciale con Venezia, quando muore il figlio Napoleone, nel 1905, Mestre è già sulla strada di divenire una città di industrie e servizi.

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